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Ritorno in paradiso. Sindrome post-traumatica dell’umanità. Follia dell’umanità come conseguenza dello stato millenario della sindrome post-traumatica. Liberazione dalla follia come primo passo verso il ritorno in paradiso.


Tesi principale.

La contraddizione del pensiero e dei comportamenti umani intesi come manifestazione della sindrome post-traumatica presente nell’animo umano e dell’umanità a partire dal momento della cacciata dal Paradiso sino ai nostri giorni. Il prolungato trovarsi nello stato di sindrome post-traumatica ha portato alla trasformazione della follia in norma, alla concezione della follia come norma. La situazione può cambiare solamente una volta aver accettato questo fatto ed aver raggiunto il cambiamento della norma, eliminando tutte le conseguenze delle sofferenze millenarie della follia post-traumatica, liberando l’umanità da essa.

Proseguendo la riflessione sulla metamorfosi incompleta, ci si può chiedere cosa è successo alle persone dopo che esse sono state «cacciate dal paradiso», e più esattamente, quando esse sono state costrette a provare un qualcosa di così terribile con tali forti conseguenze che nella loro memoria sono rimaste impresse espressioni quali «perdita del paradiso» oppure «cacciata dal paradiso»?
Non è semplice rispondere incondizionatamente a questa domanda ed affermare cosa succedeva effettivamente ai tempi quando l’uomo ha perso il paradiso ed è stato costretto ad acquisire ciò di cui vive sino ai nostri giorni. Per cui ci limitiamo alle supposizioni che possono ritornare utili nel processo degli studi, oppure per almeno attirare una maggiore attenzione nei confronti del tema preso in esame, cioè la contraddizione del comportamento umano.

Dapprima proviamo ad immaginarci quali sono gli effettivi eventi che potrebbero rappresentare il fondamento del comportamento del tipo «paradiso perduto, e che avrebbero potuto essere la causa degli eventi che hanno portato alla perdita del paradiso.

1. Il primo gruppo di cause è rappresentato dal cambiamento dei parametri dell’ambiente circostante.
Cioè, la causa della perdita del paradiso oppure della cacciata dal paradiso avrebbe potuto essere la comparsa non dipendente dall’uomo di nuovi parametri dell’ambiente circostante nei confronti dei quali l’uomo non era ben predisposto e poichè nelle nuove condizioni egli era in grado di manifestare solamente una parte del proprio potenziale naturale e delle proprie capacità e possibilità fisiologiche.
Tali parametri dell’ambiente naturale possono ad esempio essere:
- la velocità di rotazione della Terra attorno al proprio asse, di conseguenza la forza di gravitazione sulla superificie della Terra,
- la composizione dell’atmosfera terrestre,
- la distanza tra la Terra e la Luna e tra la Terra ed il Sole,
- la forza dello stato del campo magnetico terrestre,
- lo spessore e la composizione dell’atmosfera terrestre,
- la temperatura dell’aria, la forza delle radiazioni del Sole e molto altro.

2. Il secondo gruppo di cause è rappresentato dall’ influenza dei risultati dell’attività dell’uomo. In altre parole, la perdita del paradiso è avvenuta a risultato di azioni scorrette da parte degli stessi terrestri, i quali in questo modo hanno infranto un qualche bilancio della natura causando il processo di cambiamenti in essa che è diventato la causa della catastrofe globale e dei cambiamenti dei parametri dell’habitat naturale dell’uomo.
Varainti di tali azioni:
- scontro armato tra diversi gruppi di persone con impiego di armamenti di distruzione di massa che ha modificato su vasta scala lo stato dell’habitat naturale dell’uomo,
- influenza artificiale nei confronti dell’ambiente al fine di estrarre risorse,
- influenza artificiale nei confronti dell’ambiente al fine di modificare i parametri dell’ambiente e di ottenere un supposto utile, comprese la velocità della rotazione della Terra, la deviazione dell’asse di rotazione oppure la disposizione dei poli e molto altro.

3. Il terzo gruppo di cause è rappresentato dall’ influenza di altre civiltà di origine non terrestre.
In altre parole, la perdita del paradiso è avvenuta a risultato dell’influenza delberata e pianificata nei confronti della Terra da parte di altri essere viventi a noi sconosciuti e viventi sulla Terra oppure al suo esterno. Inoltre, questa influenza avrebbe potuto verificarsi in un’unica occasione oppure proseguire fino ai nostri giorni restando per noi invisibile.
- Uno dei miti che accenna a ciò, parla della presenza di esseri che ritenute persone dai propri concorrenti e che sono al corrente del fatto che le persone per propria natura sono in possesso di capacità più preziose e vaste rispetto a loro e non desiderano che l’uomo possa acquisire tutte queste capacità per realizzarsi completamente. Per cui essi tengono sotto controllo il processo di sviluppo dell’umanità costringendo le persone a svilupparsi in modo tale da non scoprire ed impiegare mai le principali capacità umane a favore della civiltà umana.
- La seconda variante sempre di questo gruppo di cause si basa sul mito contradditorio secondo il quale esseri di livello superiore rispetto alle persone controllano lo sviluppo della nostra civiltà al fine di contribuire ad evidenziare tutte le migliori capacità e possibilità umane. Essi fanno tutto quanto il possibile affinchè le persone quanto prima manifestino ed impieghino quanto di meglio la natura ha loro donato.
- La terza variante prevede l’esistenza contemporanea delle prime due. In altre parole, alcuni esseri elevati combattono per togliere all’umanità le migliori prospettive offerte loro dalla natura, mentre gli altri affinchè tali prospettive possano essere conseguite da noi, esseri umani.

4. Probabilmente possono essere anche altri gruppo di cause, sebbene per i nostri scopi ne sono state elencate a sufficenza. Non intendiamo valutare le varianti elencate. Il nostro scopo consiste nel trovare un qualcosa di praticamente utile in queste supposizioni.

Quale vantaggio è possibile ottenere dalle riflessioni sul paradiso perduto?

Da questo punto di vista le prime due varianti hanno importanti affinità. Lasciamo per il momento da parte la terza variante, nella quale il ruolo principale spetta all’influenza esterna da parte di un intelletto estraneo mirato e guidato sul quale è opportuno riflettere a parte.
Nelle prime due varianti supponiamo che gli eventi principali si siano verificati molto prima della nostra comparsa e che noi esistiamo già da molto tempo in condizioni relativamente stabili alle quali siamo abituati, ragion per cui non sappiamo quanto esse corrispondano al nostro essere e quali componenti dell’ambiente circostante scarseggino e quali abbondino.
Tuttavia, ogni uomo a conoscenza della leggenda sul paradiso e della relativa perdita, ci vorrebbe tornare, cioè in paradiso, vorrebbe recuperare le proprie capacità e proprietà perse, recuperare lo stato dell’essere e dell’autosensazione esistente in quel periodo paradisiaco.
Cos’è possibile intraprendere tenendo presente il desiderio naturale?
Al fine di andare avanti, dobbiamo adeguatamente comprendere il fatto di dove adesso ci troviamo. In altre parole, occorre valutare l’attuale stato dell’essere dell’umanità, sottolinearne le caratteristiche importanti al fine di trovare successivamente il modo di cambiare questo stato.

Analogia con la sindrome post-traumatica.

Mi sembra che molto nel comportamento dell’umanità nel corso dell’ultimo millennio ricordi il manifestarsi della sindrome umana globale post-traumatica.
Quando si tratta di un singolo uomo, la durata del manifestarsi di questa sindrome dipende da qual’è stata la forza delle sofferenze e dalla durata dell’evento catastrofico che gli è successo.
E’ stato più volte fissato in che modo i terremoti o i vulcani annientano migliaia di persone, a volte distruggono centinaia di migliaia di vite, distruggendo inoltre il destino delle individualità, le loro anime, psiche, comportamento e pensiero a lungo, per alcuni anni, a volte per alcuni decenni, a volte ancora per tutta la vita, a prescindere da quanto duri.
E cosa hanno passato le persone durante i periodi glaciali, alla comparsa del gelo, conquistando enormi spazi e costringendo le persone a cambiare habitat naturale, condizioni di vita, tradizioni, qualità e contenuto dei contatti fra di loro?
Oggigiorno, una leggera oscillazione della pressione atmosferica scombussola molte persone sensibili. E se il diapason delle oscillazioni si raddoppia o si triplica? E pure la frequenza? E se la durata di tale stato instabile non sarà di un giorno o due, una settimana, bensì decine, centinaia di anni?
Che ne sarà delle persone, dei loro stati, se un’attività sismica sulla Terra caratterizzata da un gran numero di terremoti e di vulcani attivi durerà ininterrottamente per centinaia di anni?
Che ne sarà delle persone alle quali toccherà vivere decine di anni nelle tenebre, a condizioni di sbalzi della temperatura dell’aria tra ininterrotte tempeste, uragani, tsunami, tornado? In condizioni di assenza di cibo, rifugio, possibilità di stabilirsi da qualche parte per alcuni anni ed organizzare la vita della comunità, l’educazione delle future generazioni, garantire il passaggio di conoscenze, tradizioni culturali, standard dei rapporti reciproci?

Tutte queste persone non si troveranno nello stato di sindrome post-traumatica?

Credo che sia pienamente possibile.
Proviamo a dare un’occhiata ad alcuni principali sintomi della sindrome post-traumatica.
1. Eccessiva cautela.
2. Immotivata reazione esplosiva nei confronti degli eventi.
3. Ottusità, rallentamento delle emozioni.
4. Aggressività non corrispondente alla situazione.
5. Calo della memoria e della qualità di concentrazione dell’attenzione.
6. Depressione, scoramento senza cause concrete.
7. Stato interiore angoscioso senza cause concrete.
8. Periodici attacchi di rabbia, di aggressione immotivata.
9. Tendenza ad abusare di vari tipi di sostanze stupefacenti.
10. Tendenza ad immergersi spontaneamente nei ricordi senza desiderarlo inconsciamente.

Queste sono le qualità che vengono osservate nei confronti di singole personalità in stato di stress post-traumatico.

Ma forse tutto quanto menzionato non caratterizza la vita dell’umanità nell’arco degli ultimi millenni di nostra conoscenza?

Proviamo allora a verificare più dettagliatamente tutti i punti elencati.

Allora, primo punto: eccessiva cautela.
Quante nazioni al mondo si occupano giorno e notte di aumentare gli armamenti, supponendo che altri paesi possano attaccarli? Inoltre, ogni nazione sospetta delle brutte intenzioni di altri paesi, e a risultato di ciò tutti i paesi senza eccezione da una parte si armano, mentre dall’altra vengono riconosciuti paesi vicini e non solo da loro in qualità di potenziali aggressori.
Quante persone vivono in stato di continua attesa di qualche spiacevole evento senza aver alcuna causa concreta?
Perchè un tale grande numero di film è pieno di angoscia, paure, orribili eventi inventati?
Forse proprio perchè nelle persone è presente una cautela immotivata?
E l’onnnipresente paura del castigo di Dio?
E la fede nell’esistenza del demonio, il quale in qualsiasi momento cerca di far del male alle persone?
Basterebbe solamente questa paura nei confronti del demonio per ritenere che una cautela immotivata è presente praticamente in ognuno di noi. Acquisendo diverse forme di paura nei confronti dello «spirito maligno» in diverse culture. Ma non solo. Questa cautela ha anche una moltitudine di altre forme di manifestazione.
Se ne possono elencare tantissime. E col tempo qui aggiungerò nuovi esempi, sia miei che quelli suggeritmi da conoscenti oppure semplicemente dai lettori di quest’articolo.

Punto secondo: immotivata reazione esplosiva nei confronti degli eventi.
Quante persone al mondo ogni giorno si uccidono o si rendono invalidi a vicenda senza evidenti motivi, a risultato di una casuale divergenza e mancata comprensione da parte di una persona delle reali intenzioni dell’altra? Ciò avviene sia nelle strade cittadine che in casa ed in famiglia. Praticamente dappertutto. Il quantitativo di vittime di tale reazione esplosiva, se si includono gli offesi a parole, i colpiti, i feriti, gli uccisi, ammonterà probabilmente ad alcune decine di milioni al giorno.
Si tratta forse di una cifra insignificante?
Perchè per noi, le persone, le cose stanno proprio così? Qual’è la causa di questo stato di cose?
La versione della mia approssimativa risposta la sapete. Stiamo vivendo la sindrome post-traumatica e non ci siamo ancora liberati dal suo tenace abbraccio mortale.

Terzo punto: ottusità, rallentamento delle emozioni.
Non so voi, ma io vedo tale ottusità praticamente in ogni persona. Le persone non sono capaci di sfruttare a dovere le proprie emozioni. Esse tenacemente, ogni giorno, rinunciano a quell’enorme energia a loro accessibile nell’infanzia. Alla stessa energia che nell’infanzia ha donato loro così tanta gioia, delizia, eccitazione, ansie. E’ possibile che proprio grazie a questa energia nei confornti dei bambini, i giorni sembrano lunghissimi e pieni di avvenimenti. E’ inoltre possibile che proprio grazie ad essa, il cervello dei bambini è in stato di notare, comprendere, apprendere, imparare un tale enorme quantitativo di informazioni che un adulto non può nemmeno sognarsi.
Perchè la vita degli adulti è origanizzata in modo tale che essi sono costretti a rinunciare all’aspetto emotivo della loro infanzia a proprio danno?
La mia risposta – la causa è rappresentata dal trovarsi in stato di sindrome post-traumatica.
Un tempo gli adulti, nel lontano passato, hanno perso quei tradizionali stereotipi di comportamento che comprendevano l’emotività, la presenza energetica di un modo più intenso per trascorrere il tempo. Sebbene in questo caso la necessità fisiologica dell’organismo umano è riuscita a conservarsi in questa intensità. Per questo esistono stupidi e strani modi adulti per compensare l’assenza della componente emotiva della vita quali ad esempio, risse, insulti, entrata atrificiale in stato eccitato tramite l’alcool, droghe, tramite immotivate azioni rischiose che portano spesso alla morte o a lesioni. Si può aggiungere la tendenza a superare il limite di velocità tra gli automobilisti ed i vari tipi di sport estremi.
Quando si prova la necessità di provare forti emozioni, ma la stessa sensibilità è assai ridotta, occorre aumentare sensibilmente la forza dei fattori etserni al fine di soddisfare questa necessità. Ecco perchè considero i fenomeni visibili nella sfera della vita emotiva delle persone la conferma del trovarsi nello stato generale di sindrome post-traumatica.

Quarto punto: aggressività non corrispondente alla situazione.
A ciò abbiamo già accennato in precedenza, discutendo l’immotivata reazione esplosiva nel secondo punto. L’aggressività può essere tranquillamente legata anche alla repressione delle emozioni, con la presenza di un’ansia immotivata e di stanchezza interiore formatasi a risultato degli sforzi centenari dei nostri avi, i quali erano costretti a lottare per la propria sopravvivenza in condizioni quanto più estreme.
Praticamente ogni giorno essi vivevano in stato di molla compressa. E questo stato è diventato gradatamente la norma. Ogni bambino, crescendo copia lo stato nel quale egli vede gli adulti che lo circondano nel corso di tutta l’infanzia. E alla fin fine il bambino finisce per «indossare» questa molla interiore caricata al massimo per restarne poi proprietario praticamente per tutta la vita, sebbene nella vita quotidiana non c’è alcun vantaggio da tale tensione interiore.
Al contrario, essa provoca solamente infelicità, conflitti, malattie interiori e la riduzione della vita.

Quinto punto: calo della memoria, qualità della concentrazione dell'attenzione.
Avete per caso visto qualcuno soddisfatto della propria memoria, della qualità della propria attenzione? Io non ho mai visto nessuno. Come si spiega la presenza nei confronti di alcune persone di capacità fenomenali che consentono loro non solo di ricordare tutto ciò che è loro successo, tutto ciò che hanno visto e sentito, ma anche di notare, grazie alla forza di concentrazione dell'attenzione, migliaia di dettagli che altre persone non hanno mai notato?
Perchè tali diverse capacità sono presenti in persone in una questione così importante come la sopravvivenza, quali la memoria e l'attenzione? Come si spiega il fatto che la persona invecchiando perde sia la memoria che l'attenzione?
Non si tratta forse del fatto che egli è costretto a copiare tutte le componenti dello stato della sindrome post-traumatica? Questi fattori gli richiedono tantissime forze, energia, tempo e formano una vera e propria confusione nella testa della persona, la quale fisicamente non è più a posto col cervello, oltre che a concentrare lo sguardo energetico verso il mondo e sè stesso.

Sesto punto: depressione, scoramento senza cause concrete.
Chi nella vita non ha sofferto di depressione, scoramento senza cause concrete? Quanti milioni di persone ogni giorno sprofondano in questo stato senza comprendere cosa avviene loro e senza desiderarlo?

Settimo punto: stato interiore angoscioso senza cause concrete .
Di nuovo la stessa domanda. Avete per caso visto qualcuno che non sprofonda in questo stato regolarmente, quasi ogni giorno? Non avete per caso visto film nei quali si manifesta quest'angoscia generale accumulata senza ragione, come un intero oceano?
Quanti istanti felici nella vita sarebbe possibile provare se le persone non sprofondassero in questo oceano di angoscia? Quante ragioni di gioia, d'ispirazione per le imprese creative, per i sentimenti reciproci spontanei, per la sofferenza individuale o congiunta della felicità si potrebbero trovare se noi non sprofondassimo in questo oceano di angoscia senza motivo sbuffando e sporgendo a stento i nostri nasi da sott'acqua?

Ottavo punto: periodici attacchi di rabbia, di aggressione immotivata.
Ne abbiamo già parlato. Decine di bambini resi invalidi ogni giorno rappresentano la prova del fatto che si tratta dello stato generale dell'essere trasmessoci dai nostri avi, i quali a loro tempo hanno perso l'autocontrollo nel momento in cui si trovavano sotto un'insopportabile pressione dovuta alle circostanze, e pronti ogni giorno ad uccidere altre persone.

Nono punto: tendenza ad abusare di diversi tipi di sostanze stupefacenti.
La povertà emotiva della vita, l'incapacità di provare eccitazione ed euforia, la forzatura di queste capacità fisiologiche umane alla presenza di un forte bisogno di soddisfarle porta all'impiego di mezzi di soddisfazione artificiali. L'uomo si uccide giorno dopo giorno come un essere rinchiuso in gabbia e fa di tutto per avvicinare la propria morte.
Perchè?
Perchè quando le persone vengono cacciate dal paradiso, quando nei loro confronti succedono eventi che presuppongono la cacciata dal paradiso, essi perdono la capacità di rallegrarsi a dovere e rimangono profondamente delusi dalla vita non comprendendo come spiegare ciò che loro avviene.

Decimo punto: tendenza ad immergersi spontaneamente nei ricordi senza desiderarlo inconsciamente.
Cioè la tendenza a sprofondare nei ricordi spontanei.
Questa tendenza viene ritenuta il più importante sintomo della sindrome post-traumatica.
Ed in fondo la storia di qualsiasi popolo e paese per la metà è composta da tali ricordi spontanei che rappresentano una parte di vita di ogni persona e grazie ai quali la persona soffre mentalmente, emotivamente e fisicamente un'intera serie di tragedie avvenute centinaia, a volte migliaia di anni prima della sua venuta al mondo. Spesso questi ricordi, i racconti che li riguardano, le sofferenze ad essi legate, diventano più reali degli avvenimenti dell'epoca nella quale vivono le persone. Gli eventi del lontano passato, fino ad alcuni millenni orsono, portano in sé un tale carico emotivo ed influiscono le persone in modo tale che esse spesso pianificano la propria vita ed i propri rapporti con le altre persone proprio sulla base della propria percezione di questi eventi, e non in base al fatto di ciò che oggi vedono attorno. Ciò determina spesso i rapporti non solo di singoli persone nei confronti dei rappresentanti di altri popoli, ma anche i rapporti tra nazioni e popoli.

Abbiamo esaminato tutti e 10 i sintomi della presenza della sindrome post-traumatica. Forse raffrontando lo stato dell'umanità con il contenuto di questi punti è possibile non concordare con il fatto che l'umanità nel suo complesso si trova proprio in questo stato? Che noi persone, tutte assieme siamo affetti dalla sindrome post-traumatica, soffrendo in questo modo delle conseguenze di eventi a noi lontani? Siamo talmente abituati a questo stato di sofferenza immotivata che siamo pronti a tutto pur di sostenerlo in noi e nella società. Inventiamo motivi per aver paura, ci armiamo e combattiamo annientandoci a vicenda per la paura di essere aggrediti, di patire nuovamente lo stress, la delusione pur di goderci nuovamente il proprio carico abbracciati da questa sindrome.

Esaminiamo la dinamica dello stato di sindrome post-traumatica dell'umanità.
Nel corso degli ultimi quattro-cinque millenni, le persone si sono comportate follemente, manifestando un'ansia immotivata, oltre che aggressione, ipocondria, reazione esplosiva anche nei confronti di gesti amichevoli, si sono attaccate a vicenda, hanno distrutto, saccheggiato, ingannato, torturato, e si sono maltrattate a vicenda. E ciò è avvenuto continuamente, praticamente in modo ininterrotto, su scale grandi, enormi ed anche locali.
Si aveva l'impressione che questo processo avrebbe dovuto presto terminare e che le persone presto avrebbero smesso di combattere, di annientarsi a vicenda, che avrebbero potuto trovare un linguaggio comune giungendo ad una comprensione reciproca.
Ma ciò non avviene.
Nel ventesimo secolo le persone già «quasi civili» si sono annientate a vicenda con una rabbia ed un entusiasmo addirittura superiori rispetto ai precedenti 5000 anni. Il risultato parla chiaro – quasi 100 milioni di persone uccise per mano delle persone. E tuttavia noi ci attendavamo che il 21esimo secolo sarebbe stato effettivamente diverso. Che adesso la sete di guerra indubbiamente sparirà e che regnerà la razionalità unitamente alla comprensione reciproca.
Tuttavia, l'inizio del 21esimo secolo non promette nulla di buono. La tensione nel mondo cresce di continuo, cosiccome il numero di paesi conflittuali.
Perchè ciò avviene a noi, alle persone, all'umanità?
Ammetto che esista un altro importante motivo che fuoriesce dal campo visivo di tutti coloro i quali sono fermamente interessati a cambiare lo stato delle cose e che desiderano sinceramente bloccare i sanguinari conflitti ed indirizzare il potenziale creativo delle persone e dell'umanità nel loro complesso verso il raggiungimento di scopi nobili e ragionevoli con reciproci sforzi complementari.
Intendo dire quanto tralasciato.
Solitamente le cause di conflitti, guerre, scontri tra diversi stati, nazioni, le cause di crimini tra individui, a risultato dei quali esse si annientano, rendono invalidi milioni di persone ogni anno, vanno ricercate nel «conflitto d'interessi». Si presuppone che le parti «in modo consapevole e ponderato», cerchino di ottenere qualcosa e ognuna di esse prova con la forza ad assicurarsi i vantaggi a tutti i costi, compresi lo spargimento di sangue, l'inganno, il furto e molto altro ancora.
Tuttavia, proprio in questa supposizione sulla presenza del desiderio «consapevole e ponderato» si cela la vera causa degli insuccessi, quando si tratta cioè di spiegare quanto sta avvenendo.
Non esiste nessuna consapevolezza e ponderatezza.
L'umanità nel suo complesso, cosiccome la stragrande maggioranza delle persone, si trova in uno stato psichico non normale, soffrendo da troppo tempo la permanente sindrome post-traumatica.

Scopi, desideri, mezzi per raggiungere gli scopi, conclusioni fatte a seguito di tentativi di successo o falliti per raggiungere gli scopi e tutto il resto non contengono in sé alcuna consapevolezza e nessuna scelta consapevole. Tutto ciò rappresenta la manifestazione di una profonda disfunzione psicologica che dura da secoli e millenni. In altre parole, la manifestazione della follia.
Di conseguenza, cosa devono fare le persone che desiderano cambiare lo stato delle cosa nel mondo, raggiungere un più elevato livello di comprensione reciproca, rinunciare a guerre, assassinii e molte altre negative manifestazione di comunità di persone o di singoli individui?
Prima di tutto essi devono guardare in faccia alla verità ed ammettere un fatto evidente – la persona singola e l'umanità nel suo complesso si trovano in uno stato di follia sia oggigiorno che nell'arco degli ultimi millenni.

Cosa si ricava dall'ammettere il fatto della follia dell'umanità?

Sino ai nostri giorni e nell'arco di millenni, ogni persona intelligente, istruita e gentile quando non si trova in qualche particolare condizioni di crisi, sogna che le persone smettano di uccidersi a vicenda, combattere, ammalarsi, soffrire e che le persone siano felici, in altre parole. Molti addirittura dedicano l'intera vita alla realizzazione di questo sogno, spesso sacrificandola a questo scopo.
Quasi noi tutti desideriamo il bene e la giustizia sebbene passiamo a guerre e conflitti. E tutto ciò dura ormai da molti millenni. Perchè?
Perchè ci basiamo sulle false immaginazioni di noi stessi, delle persone, dell'umanità e scegliano falsi mezzi per raggiungere il meraviglioso scopo che ci siamo prefissi.
Affinchè il risultato diventi ancor più evidente e chissà quando completamente raggiungibile, occorre ammettere il fatto della follia dell'umanità e fare tutto il possibile affinchè tale ammissione diventi il primo e più importante passo sulla via per liberarsi di questa follia.
In fondo non è giusto attendersi che due gruppi o 20 o 2000 gruppi di folli inizino a vivere pacificamente solo grazie al fatto che ogni gruppo ha accumulato così tanti armamenti sufficenti ad annientare l'intero pianeta Terra. Un esagerato quantitativo di armamenti non riduce in nessun modo né l'angoscia interiore, né la propensione all'aggressione, tantomeno il quantitativo di desideri e pretese insensate, limitandosi a rinviare di poco il futuro conflitto. E questo rinvio non va assolutamente considerato un grande successo, poiché di minuto in minuto cresce il potenziale distruttivo delle parti e «il conflitto rinviato con successo» quando inizierà, porterà ancor più distruzione, morte e sofferenze di quanto ci si possa immaginare. Cioè, il beneficio dell'ammettere la presenza dello stato di follia nelle persone e nell'umanità in genere, consiste nel fatto che chi vede ciò lo riconosce e prende atto di quanto segue.

1. Lottare contro la propria follia e sconfiggerla.

Conquistare un'attenzione pià seria nei confronti della propria persona e, ammettendo la propia follia dedicare tutta la vita alla conoscenza della propria persona ed alla liberazione da questo stato.

2. Rendere il fatto della follia dell'umanità universalmente accettato.

Pianificando i processi positivi a misura d'uomo considerando la presenza della follia delle persone e rettificare i piani in modo tale che la follia non resti non solo il fattore principale ma nemmeno un fattore invisibile. Fare in modo che diventi un fattore totalmente conosciuto che verrà considerato per aumentare le probabilità di conseguire i nobili scopi prefissi.

3. Conseguire il riconoscimento della cognizione della più importante sfera di attività dell'uomo.

Conseguire il riconoscimento dell'indispensabile studio di questo fattore da parte di ogni uomo, affinchè egli abbia tutte le possibilità di diventare un vero specialista in questa importante lezione – la conoscenza delle propria persona.
Nella lotta contro i crimini commessi da singoli individui che adesso vengono carcerati per essere punti e corretti, fornire con ciò una maggiore assistenza nei confronti di questi criminali condannati, aiutandoli a sbarazzarsi di questa follia.
In modo analogo aiutare tutte le persone affinchè esse non diventino dei criminali propagandando efficaci sforzi che ogni uomo può impiegare al fine di sbarazzarsi di questo stato di follia.
Anche se tutto ciò sembra complesso e lungo, si tratta solamente della conoscenza della propria persona, dell'accurato e susseguente accumulamento, dello sviluppo delle capacità che provengono dalla pratica del conoscersi.
In questo modo, grazie agli sforzi di coloro i quali desiderano ammettere la propria follia e la follia dell'umanità nel suo complesso, la conoscenza di sé deve diventare la più importante componente standard nella vita di ogni persona sulla Terra.
Non è forse sorprendente il fatto che l'uomo sappia così tanto sulle leggi della fisica, sulla loro manifestazione in tutti i tipi di materia, su come costruire le più complesse costruzioni di idversi materiali e a diversi scopi, dalle stazioni nucleari alle navicelle spaziali, ma che non riesca d ammettere l'importanza della conoscenza di sé nella vita di ogni singola persona?
Perchè nell'arco di più di 10 anni di apprendimento scolastico la conoscenza di sé è presente solamente sotto forma di ombra fugace che trema e sparisce prima che qualcuno faccia in tempo ad accorgersene? Perchè lo slogan «conosci te stesso» è noto a quasi ogni uomo sebbene nella tradizione culturale della civiltà moderna, soprattutto occidentale, questa sfera di attività nella quale in base alla più semplice logica ogni uomo deve indubbiamente essere uno specialista, è praticamente assente nella vita quotidiana delle persone?
Per me personalmente proprio questo rappresenta il principale sintomo della follia dell'umanità, ed il cambiamento dello stato di cose sta proprio in questa questione, nel principale meccanismo  di vittoria sulla follia. Da questo punto di vista, ogni uomo ha il diritto di diventare in primo luogo uno specialista nel conoscere sé stesso, e solo successivamente in qualsiasi altro settore di attività. Ciò è assolutamente evidente e non esiste nulla di più efficace al mondo, sia nei confronti degli individui che delle nazioni ed altresì dell'umanità in genere, che la trasformazione della propria persona e di tutte le altre in veri specialisti appassionati, ispirati e di successo della conoscenza di sè.

4. Reindirizzare l'attenzione delle persone nei confronti delle cause.

Nei confronti del fatto che le punizioni della concezione di ciò che sta accadendo e la rimozione delle cause.
Modificare il rapporto nei confronti delle persone e degli avvenimenti grazie ad una più aeguata concezione delle cause, al reindirizzamento dell'attenzione delle persone nei confronti delle cause. Affinchè diventi possibile non accumulare odio e rabbia nel vedere l'ennesima manifestazione di follia sotto forma di ingiustizia, crudeltà, avidità, meschinità, ecc. Affinchè al posto dell'odio tutte le manifestazioni elencate contribuiscano a far nascere nell'uomo un atteggiamento comprensivo nei confronti di chi è costretto a comportarsi in questo modo. Poiché nei confronti di chiunque sarà evidente che a queste infelici persone manca un normale stato psichico per comportarsi differentemente. E sono proprio loro i primi a soffrirne. Per rafforzare l'abitudine di ricordare il proprio stato del quale occorre preoccuparsi per non manifestare domani ciò che oggi delude nel comportamento degli altri.

5. Trovare e ripristinare le capacità delle persone che sono state represse, eliminate o completamente perse a risultato dello sprofondamento nello stato di follia.

Memoria, attenzione, intelletto, sensibilità, udito musicale, forza fisica, volontà, senso di bellezza, capacità di influenzare la propria salute con l'aiuto dell'immaginazione, questi rappresentano solamente un piccolo elenco delle capacità che possono avere completamente altre forme di manifestazione nei confronti delle persone, se esse riusciranno a sbarazzarle dalla follia e a trascinarle fuori dalla sua stretta.
Poiché a risultato di tale liberazione, l'uomo passerà attraverso una completa metamorfosi ed è possibile supporre che egli diventerà del tutto un altro essere, più vicino alle nostre immaginazioni dell'ideale, o addirittura superiore a tali immaginazioni.
Se il fatto della presenza nei confronti dell'uomo di uno stato anormale dell'essere, il fatto della follia sarà accettato, la conoscenza di sé diventerà la specializzazione principale di ogni uomo e se con sforzi congiunti si riuscirà a trovare la possibilità di effettuare la metamorfosi dell'uomo, ciò rappresenterà un vero e proprio ritorno dell'uomo in paradiso.

E' difficile conseguire tutto ciò?

Sarà difficile sbarazzarsi della follia, guarire dalla sindrome post-traumatica, completare la propria metamorfosi, acquisire l'integrità, limitare la perfezione e diventare il proprietario di tutte le capacità e possibilità che la Natura ha donato all'uomo nel suo progetto originale?
Molti inizieranno da subito ad affermare che non è semplicemente difficile, bensì praticamente impossibile in ogni caso.
Ed io voglio dire che si tratta di una menzogna.
E' difficile essere folle e soffrire della conseguenze della presenza di tale stato d'animo.
E' difficile uccidere sé stessi ed i propri simili in guerre e lotte insensate, è difficile uccidersi con insensati tormenti interiori, soffrendo di rimorsi di coscienza, di sentimenti che distruggono l'anima, di dubbi, di avidità, dell'assenza di onestà nei propri confronti, delle malattie fisiche che spesso sono motivate proprio da queste sofferenze interiori.
E' difficile vivere senza conoscersi, ripetendo migliaia di volte gli stessi errori per autoprocurarsi milioni di sofferenze e tormenti non obbligati.
Tutto ciò è assai più complesso dell'aumento con fine specifico della conoscenza di sé nella cultura umana rispetto all'accettare la follia in qualità di stato standard dell'uomo e dell'umanità e dell'accettare l'importanza dello sbarazzarsi da questa follia, rispetto all'accettare continuamente crescenti misure indispensabili per sbarazzarsi con successo da esse e dall'avvicinamento allo stato di perfezione, all'ultimazione della metamorfosi.
Gli scienziati di tutto il mondo devono unire i propri sforzi al fine di accellerare il processo di ritorno dell'uomo e dell'umanità in paradiso.
Essi devono dedicare mille volte di tempo in più allo studio dell'uomo, della sua psiche, fisiologia, sentimenti, desideri, allo studio del suo modo di interpretare il mondo, le sue componenti, i ruoli, allo studio di tutto ciò che permetterà di ripristinare quella norma, quello stato dell'essere, del pensiero, del percepire da tempo perso e che rappresenta la più grande perdita nella nostra storia.

Ricerca dello stato dell'uomo che si trova in paradiso e dei modi di ripristinare, ricreare questo stato – ecco lo scopo ideale per la scienza e per l'umanità nel suo complesso.
Il positivo risultato di questa ricerca diventerà un vero ripristino, una ricreazione degno dell'uomo del paradiso in terra. Proprio questo paradiso è aperto per l'uomo e lo attende.
In fondo l'uomo, anche se è stato creato per acquisire la razionalità, al momento è solamente potenzialmente razionale.
Ultimando la propria metamorfosi e ritrovandosi in paradiso, egli diventerà effettivamente un essere razionale.
E' vero, un tempo l'uomo ha perso quanto per lui di più importante, lo stato naturale e completo del suo essere, sebbene egli è in grado di ritrovare questo stato e di riacquistarlo per ritrovarsi nuovamente in paradiso assieme alle persone create proprio per questo da Mondo-Natura-Universo-Creatore-Causa principale.
L'ammissione della follia delle persone, l'ammissione della presenza della sindrome post-traumatica che praticamente affligge le persone e l'umanità nel suo complesso, è in grado di diventare un importantissimo ed utilissimo passo nella causa del ritorno dell'uomo in paradiso.

Grigorij Tigal

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