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Cacciata dell’uomo dal Paradiso e ritorno dell’uomo in Paradiso


In cosa consiste la causa della contraddizione del comportamento umano, dei tanti diversi conflitti tra le persone, degli spargimenti di sangue e delle sofferenze dei quali non esiste alcun bisogno e convenienza naturale?

Il comportamento umano, con la contraddizione delle proprie qualità umane, è in grado di sorprendere qualsiasi attento osservatore. Spesso diciamo una cosa e ne facciamo un’altra. Inoltre, le parole posono riflettere i nostri desideri e pensieri sinceri, sebbene anche le azioni commesse a dispetto delle parole sono in qualche modo sincere e corrispondono a ciò che avviene dentro di noi. Perchè le persone parlano così spesso della necessità di amarsi l’un l’altra, di rispettare, di essere amici, di fare del bene, di essere pazienti e razionali, onesti e sinceri, sebbene parlando di tutto ciò e desiderandolo non smettono di combattere e di annientarsi a vicenda nei modi più crudeli possibili, uccidendo loro simili e rischiando di essere uccisi? Perchè nel mondo ogni giorno avvengono così tanti e  crudeli crimini quali rapine, furti, risse per gelosia, risentimento, odio, vanità ed avidità? Perchè così tante persone muoiono a causa di malattie psicomatiche autodistruggendosi con tensioni interne dannose venutesi a creare a seguito di rapporti reciproci errati da parte della società e del singolo, oltre che di errati elementi nella concezione del mondo?
Ci si può porre domande del genere a lungo. Sono tantissime.
Propongo di esaminare una delle varianti chiarificatrici, la chiave della quale è rappresentata da tali concetti quali neotenia e metamorfosi incompleta.

Neotenia e metamorfosi incompleta nella natura.

Secondo un grande dizionario enciclopedico, la neotenia (dal greco neos - acerbità – giovane e teino – dilato, allungo), rappresenta la capacità degli organismi di moltiplicarsi negli stadi di sviluppo precoci (ad esempio, in stato larvale). La neotenia ad esempio è caratteristica per l'axoloti, per alcuni artropodi, vermi e molte piante (muschi, felci, ed altre.).
Sebbene la neotenia sia conosciuta non solo nei confronti degli anfibi, ma anche di alcuni vermi, crostacei, aracnidi, insetti, molti tipi di piante, l'esempio più popolare e lampante di questo fenomeno è noto nei confronti di molte persone, l'esempio cioè dell'axoloti.
L'axoloti è una larva di anfibi codati conosciuta come ambistom, che possiede una particolarità unica. Da una parte rappresenta solamente una larva, si trova cioè ad uno stadio precoce del proprio sviluppo, mentre dall'altro lato è in grado di moltiplicarsi sessualmente. A seconda della temperatura dello specchio d'acqua e della presenza in esso di sostanze alimentari l'axoloti è in grado di proseguire nel proprio sviluppo per trasformarsi in un anfibio adulto, l'ambistom, in grado di vivere anche sulla superficie terrestre. Nei loro confronti, l'esistenza dell'acqua in questo caso è necessaria esclusivamente nella fase iniziale dello sviluppo, quando cioè esse sono ancora delle larve. Ma in altre condizioni, con ad esempio una temperatura inferiore ed un'insufficente presenza di sostanze alimentari, esse possono restare per sempre nell'acqua, dove si moltiplicano pur rimanendo larve. Ed in questo modo esse possono vivere 12-15 anni, il che non è per niente poco. Non per niente nei loro confronti è notevole l'attenzione da parte di persone appassionate di di allevamento di rappresentanti unici del mondo marino e di anfibi a condizioni domestiche. Esse vivono meravigliosamente negli acquari ed inoltre si riesce ad osservarne alcune da vicino per puro interesse al fine di comprendere in che modo un axoloti adulto è in grado di trasformarsi in un anfibio. Questo è ciò che le accadrà se verranno modificate le condizioni di vita dell'axoloti, rendendole conformi ad un tipo di clima più caldo e secco. In questo caso, a seguito della riduzione del livello dell'acqua a condizioni domestiche, l'axoloti si trasforma in un ambistom adulto. Tale trasformazione avviene inoltre in caso di aggiunta nel cibo o nell'iniezione dell'ormone tiroxina. La trasformazione avviene nell'arco di alcune settimane e una volta ultimatasi scompaiono le branchie esterne dell'axoloti, oltre al colore e alla forma del corpo.
Nella natura sono decisamente non poche analoghe manifestazioni della neotenia, della metamorfosi non completa.
Adesso discutiamo di quale può essere il rapporto di tale esempio nei confronti dell'uomo.
Mi sembra, decisamente diretto ed assai interessante.

Neotenia e metamorfosi non completa dell'uomo.

Supponiamo che anche l'uomo si sia venuto a trovare in condizioni di sopravvivenza non interamente conformi al fatto che la natura ha stabilito per un completo sviluppo di un bambino e la sua relativa trasformazione in adulto. Supponiamo che alcuni fattori dell'ambiente circostante siano sfavorevoli nei confronti dell'uomo e che egli sia costretto a manifestare la neotenia, cioè vivere moltiplicandosi senza acquisire le proprietà insite di un essere completamente adulto.
L'axoloti rappresenta una «potenziale lucertola» in un habitat limitato che utilizza le branchie. Sebbene sia dotata anche di zampe, le impiega proprio come un pesce impiega le proprie pinne, non corre e non salta. Inoltre, se le condizioni mutano, è in grado di realizzare il proprio potenziale, diventare cioè una vera lucertola, acquisire un nuovo habitat, cioè la superficie terrestre, correre sulle proprie zampe e respirare con i propri polmoni invce che con le branchie.
Da parte sua l'uomo, se trattato senza troppo rispetto, un tantino più obiettivamente di quanto concesso, diventa probabilmente «potenzialmente razionale» rispetto ad un essere razionale. Ne stanno a prova tutte le sue contraddizioni nel comportamento, nel pensiero nei desideri e nelle azioni dei quali abbiamo raccontato in precedenza.
Può essere che, analogicamente all'axoloti, anche l'uomo è in grado di diventare effettivamente razionale in determinate condizioni dell'ambiente circostante?
Ricordiamo che la neotenia rappresenta l'acquisizione della maturità sessuale e della possibilità di moltiplicarsi prima che faccia la propria comparsa la piena maturità corrispondente al tipo in questione. Ma forse l'uomo non acquisisce la maturità sessuale prima di aver ultimato la propria maturazione? Tanto più che nella cultura greca era stata fissata l'età di 40 anni come inizio della vita adulta e responsabile dell'uomo. Perchè?
E cosa intendevano molti filosofi greci parlando di un qualche misterioso «stato precoce dell'uomo» perso molto tempo fa e che in molti si sono sforzati di recuperare? Non si intendeva forse che un tempo le persone si sviluppavano prima di aver acquisito le altre qualità che l'uomo moderno può solamente sognare? Non è forse questa la prosecuzione dello sviluppo umano che veniva interpretata come una crescita spirituale a risultato della quale l'uomo si è trasformato in un qualcosa di diverso dall'uomo moderno, manifestando tali capacità quali l'abilità di guarire malattie con una forza di attenzione quale la chiaroveggenza, l'abilità di vedere cosa avviene lontano da lui, di vedere il passato, il futuro, di percepire e trasmettere i pensieri a distanza e così via?
Perchè dunque non esaminare questa supposizione in qualità di interessante ipotesi? In fondo se la verifica darà risultati positivi, l'uomo otterrà ciò che sogna già da migliaia di anni!
A questo scopo occorrerà stabilire quanto l'organismo di un uomo comune contiene in sé sintomi di sviluppo non completato, quali condizioni della natura circostante possono rappresentare la causa del rallentamento dello sviluppo dell'uomo e dell'inclusione del meccanismo della neotenia?
Un altro dei possibili indirizzi di ricerca riguarda quale importante funzione umana non si manifesta a causa dell'assenza nell'ambiente circostante di esempi da seguire.
In fondo, se qualsiasi bambino umano si viene a trovare in un ambiente di sordomuti non in grado di parlare, di scrivere, scambiarsi simboli, egli non potrà mai accorgersi di disporre di potenziali possibilità quali la comunicabilità, sia scritta che orale, il pensiero simbolico, l'astrazione. E tutto ciò non dipende da quanto egli è sano fisicamente.
E' possibile che nella nostra storia siano accaduti alcuni fatti a risultato dei quali ci siamo privati dell'interruzione della trasmissione di determinate conoscenze dagli adulti ai bambini e che adesso non siamo in grado di accorgercene personalmente? E' possibile che l'analogia con l'axoloti e la riflessione sulla possibile neotenia, sulla possibile presenza nei confronti della persona di una metamorfosi non completa potranno aiutare noi persone a raggiungere uno stadio di maturità, una vera maturità, di diventare effettivamente razionali con tutte le positive conseguenze che ciò comporta?
E perchè no?

Tracce dell'esistenza di un altro livello di maturità umana.

In fondo, in molte culture umane sono presenti non solamente indicazioni, bensì importanti e lampanti conferme a proposito di un qualche altro stato esistenziale nel quale si manifestano le più importanti e preziose qualità e capacità umane. Da qualche parte tale stato viene definito stato di insonnia, da altre parti lucidità, santità, ideale stato precoce o con altre diverse parole.
Ma il senso è uguale dovunque, si tratta di un qualche trapasso ad uno stato di funzionalità più sviluppato dell'organismo umano sia del corpo fisico, che del suo intelletto, anima e sentimenti. Sul trapasso che oggigiorno possiamo solamente limitarci ad azzardare, sebbene in un qualche tempo esso ha potuto rappresentare una manifestazione dello standard. Cioè una conseguenza del comune e naturale sviluppo di ogni uomo.
Ne emerge che sarebbe completamente razionale studiare tutto ciò che permette di verificare le supposizioni fatte. Sia nei confronti della perdita nella storia dell'umanità di qualche capacità non trasmessa dagli adulti ai bambini a causa di circostanza che non conosciamo, sia nei confronti della possibilità di modifiche nell'ambiente circostante divenute non a sufficenza ottimali per la prosecuzione della sviluppo dell'uomo e che hanno portato  all'avvento della neotenia e della metamorfosi non completata.
In qualità di ulteriore argomento che parla a favore della necessità di verificare le nostre supposizioni, desidero riportare il seguente. La natura non dona le qualità importanti per la sopravvivenza che però non sono in grado di sfruttare.

Solitamente nella natura la maggior parte dei rappresentanti di una determinata specie di animali o piante, riesce nell'arco della propria esistenza ad acquisire e a manifestare nel miglior modo possibile le qualità che favoriscono la sopravvivenza. In altre parole, le aquile sanno volare, i leoni cacciare, le alci correre veloce, i lupi ed i cani hanno un buon senso dell'olfatto, ecc.. Si tratta ovviamente di una tesi alquanto vaga sebbene pienamente sufficente per il nostro esempio.
L'uomo inteso come individuo, come essere, solitamente non fa in tempo ad acquisire le migliori qualità che vengono menzionate in molte culture come le qualità proprie di illuminati e santi. Tuttavia, da un lato ne parlano interi popoli, il che aumenta la probabilità della presenza di esempi reali da parte di tali persone, mentre dall'altro queste qualità avrebbero potuto considerevolmente aumentare le possibilità di sopravvivenza di tutti gli individui. In fondo, una persona in grado di vedere a distanza, di percepire e trasmettere pensieri a distanza, di vedere il passato ed il futuro, di recuperare la propria salute e quella degli altri tramite la concentrazione dell'attenzione, la concentrazione delle mani, del pensiero, del respiro e di altro ancora, in possesso di una memoria  euna prontezza d'ingegno fenomenale – questa persona è incomparabilmente più adatta alla vita ed è in grado di sopravvivere incomparabilmente meglio rispetto all'uomo moderno. Per non parlare di un gruppo di persone in possesso di tali qualità.
Perchè allora se in tutta la natura ci sono tutte le più importanti qualità per la sopravvivenza, se esse sono già realizzate, ciò significa che sono proprie praticamente di tutti gli esseri di un determinato tipo, per quanto riguarda l'uomo le cose stanno esattamente al contrario. Le più importanti qualità di sopravvivenza sono le più rare, esclusivamente le più rare.
Ciò non dipende forse dal fatto che nel processo di sviluppo dell'umanità qualcosa non avviene nel modo in cui deve avvenire?

Suggerimenti dalla Bibbia. Neotenia dell’uomo, metamorfosi non comleta, peccato originale e cacciata dal Paradiso.

Tutti conoscono la sorprendente storia di come le persone, a risultato del peccato originale, furono cacciate dal paradiso e da questo momento inziarono le loro infinite sofferenze.
E allora perchè non esaminare questa nota storia in qualità di ennesimo suggerimento, ennesima menzione sui cambiamenti dell’habitat che un tempo era paradisiaco, consentendo cioè all’uomo di acquisire tutte le proprie più importanti capacità e a manifestarle, sebbene poi tutto cambiò d’improvviso non consentendo più tutto ciò. L’uomo è venuto a trovarsi in una situazione non del tutto conforme alle sue proprietà e possibilità biologiche.
Da questo punto di vista, la storia del peccato originale potrebbe essere trattata nel seguente modo.
Nella versione iniziale di questa storia, le persone raccontavano ai loro figli che un tempo tutti noi vivevamo nel paradiso e che all’epoca nello sviluppo di ogni persona una fase importante era rappresentata dal «mangiare il frutto dell’Albero della Saggezza», e che il paradiso offriva all’uomo questa possibilità. Per questo motivo l’Albero della Saggezza era stato piantato da Dio nel paradiso, affinchè le persone potessero mangiarne i frutti diventando saggi. In altre parole, la presenza in paradiso dell’Albero della Saggezza stava a simboleggiare la possibilità dell’uomo di svilupparsi fino allo stato di saggezza, fino all’acquisizione della saggezza, in condizioni di quell’ ambiente circostante che in questa storia veniva definito paradiso. E non a caso nei pressi esisteva l’albero della Vita e della Morte, che probabilmente stava a simbolizzare la possibilità nei confronti dell’uomo di acquisire l’immortalità nel corso del proprio sviluppo, diciamo, nell’ambito del Sistema solare oppure della nostra galassia. In altre parole, probabilmente per immortalità si intendeva la possibilità di vivere assai più a lungo di adesso. Lo scopo di questa storia consisteva nel conservare nella memoria delle future generazioni le conoscenze relative agli stadi di sviluppo dell’uomo andati persi e che erano stati raggiunti in passato, quando le persone vivevano in altre condizioni di ambiente circostante.
Ma il tempo passava e le persone sempre più perdevano la razionalità, sprofondando nelle proprie sofferenze e pene che si aggravavano ancor di più dalla perdita della possibilità di acquisire la saggezza e dalla comprensione del senso della propria esistenza, la possibilità di comprendere il senso delle leggi esistenziali, la consapevolezza della propria designazione e dal fatto di ciò che l’uomo è capace di fare e di cosa può e deve fare. A risultato di ciò, l’uomo veniva sempre più affetto da paura, tensione, orrore e male. Alla fin fine egli fu costretto ad interpretare la storia tramandata da generazione a generazione tenendo già presente la proprio nuova percezione del mondo, l’esperienza di vita, lo stato dell’anima e del corpo.
Ed in questa nuova versione tutto iniziò ad avere un altro aspetto. Si cercava di spiegare il fatto della perdita del paradiso, cioè bruschi cambiamenti delle proprietà dell’ambiente circostante, e l’uomo fu costretto ad inventare il castigo di Dio, supponendo che un tale catastrofico evento non avrebbe potuto verificarsi semplicemente così e che probabilmente si trattava di una punizione dall’alto. E dal momento che nella storia relativa alla perdita del paradiso era presente l’Albero della Saggezza, e che della saggezza stessa non era rimasta alcuna traccia, fece la propria comparsa l’idea sul fatto che probabilmente non occorreva neppure toccare i frutti di quest’albero e che tutte le disgrazie fossero capitate proprio per colpa loro, cioè dei frutti. E allora tutto divenne chiaro nei confronti dell’uomo tremante di paura, indifeso ed impotente, costretto dunque a vivere la propria vita in un ambiente circostante diverso, soffrendone terribilmente. Peccato originale e castigo. Si trattava dell’unica spiegazione che egli fosse in grado di percepire nello stato dell’essere e di coscienza nel quale si trovava.

Le maledizioni di Adamo ed Eva – pene del parto di Eva e l’incapacità di Adamo di soddisfare la moglie, in qualità di sintomi della neotenia, della metamorfosi incompleta, cioè della manifestazione costretta dell’attività sessuale prima della comparsa della maturità completa.

Tuttavia in questa popolarissima storia nel mondo di tutti i tempi e tutti i popoli, è presente un’altro importantissimo suggerimento che corrisponde alle nostre supposizioni.
Oltre al peccato rappresentato dal mangiare i frutti dell’Albero della Saggezza, l’uomo ha inoltre acquisito la maturità sessuale ed il «percepire la propria  nudità», fattore che ha provocato il sospetto da parte di Dio ed il conseguente castigo.
In termini contemporanei ciò significa quanto segue. A risultato del brusco e notevole cambiamento dei parametri del proprio habitat, l’uomo è stato costretto a subire la neotenia. Più esattamente ad acquisire la maturità sessuale assai prima di diventare adulto, prima del tempo dovuto. Se nella storia iniziale si parlasse di ciò come di un fatto che va ricordato, qui in seguito sono state aggiunte l’accusa ed il castigo, affinchè si potesse conseguire la conformità della storia e della concezione del mondo, dell’esperienza di vita e dello stato dell’animo delle persone, le quali da tempo avevano dimenticato qual’è la vita dell’uomo razionale.
In questo modo, emerge che le persone sono state costrette ad acquisire la maturità sessuale anzitempo e a moltiplicarsi prima di essere riusciti a diventare razionali ed adulti. Proprio a causa del fatto che ciò è avvenuto prima della maturazione sessuale, la donna è stata costretta a sopportare terribili pene durante il parto, mentre da parte sua, l’uomo non era in grado di soddisfare la propria moglie, concetto che è stato tradotto in una lingua comprensibile nei confronti delle persone sconvolte, in qualità di punizione per i loro peccati. Sebbene dall’inizio si raccontava solamente perchè la donna prova dolore e perchè per l’uomo risulta problematico soddisfare le donne.
Non ne vien fuori forse una sospetta supposizione della nostra supposizione sulla neotenia, sulla metamorfosi incompleta dell’uomo con la storia biblica della perdita del paradiso?
Personalmente non vedo alcun motivo per non prendere seriamente in considerazione tale conformità e per non ricordarcene nella ricerca delle conoscenze in grado di aiutarci a cambiare lo stato delle cose, di apprendere cioè cosa effettivamente rappresenta il completo sviluppo dell’uomo e la sua maturazione, quali qualità posseggono le persone a seguito di tale completo sviluppo, quali condizioni ambientali occorre formare affinchè ciò avvenga.
Sinceramente, al momento non vedo nulla di più importante per l’uomo e per l’umanità.

Esiste forse un qualcosa di più importante del ritorno dell’uomo in Paradiso, del recupero da parte dell’uomo delle qualità e capacità a lui consone per natura e che un tempo è stato costretto a perdere?

In fondo ciò  consente a noi, esseri umani, di provare nuovamente tale importante momento in fase del nostro sviluppo quale il mangiare i frutti dell’Albero della Saggezza, di acquisire saggezza, di comprendere il senso della propria vita, di dischiudere il senso delle leggi della creazione del mondo, al fine di diventare degni dell’acquisizione dell’immortalità, per entrare a far parte della comunità degli immortali. E ciò viene nuovamente ricordato nella stessa storia biblica sul peccato originale.

Grigorij Tigal



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